Federazione Italiana Rigeneratori Imballaggi
FIRI esiste per dar voce a un settore che fatica a farsi sentire in Italia e, forse ancor più, in Europa, dove sempre più si spostano decisioni fondamentali per i cittadini e per le imprese.
Per questo FIRI è entrata a far parte di SERRED, un’associazione che opera a livello europeo per promuovere e favorire la produzione, il riutilizzo e il riciclo green e sostenibile di quegli stessi imballaggi industriali che sono l’oggetto dell’attività delle Imprese associate a FIRI.
La dimensione internazionale, in primis a livello UE, ha assunto infatti sempre più rilevanza, sia per poter disporre di una canale per interloquire con Bruxelles durante i processi di formazione e decisione rispetto alle nuove normative rilevanti per il comparto, sia per confrontarsi con altre realtà europee impegnate nella medesima attività, con le quali esistono ovviamente forti punti di contatto anche se, al contempo, permangono (almeno per ora) anche notevoli differenze da Stato a Stato, pur all’interno della stessa UE, rispetto alle normative che regolano il settore.
In Europa SERRED nasce e continua tutt’oggi ad operare con lo scopo di promuovere la progettazione, la produzione, la raccolta, il ricondizionamento, la rigenerazione e il riutilizzo sicuri, efficienti e rispettosi dell’ambiente di imballaggi industriali riutilizzabili, inclusa la preparazione per il riciclaggio al termine della loro vita utile dopo i molteplici cicli di utilizzo.
Attualmente aderiscono all’associazione 28 imprese ed associazioni dei singoli Paesi, dislocate in 14 Stati, sia in area UE (Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Olanda, Polonia, Spagna, Svezia) che extra UE (Norvegia, Regno Unito, Svizzera, Turchia).
Tra le funzioni di SERRED c’è anche quella di monitorare la consistenza e l’impatto complessivo del settore nell’economa europea, raccogliendo e aggregando i dati delle sue performance nei singoli Paesi, un’attività importante perché i decisori politici, quando si accingono a normare un settore, chiedono per prima cosa di poter disporre di dati che permettano di dimensionarne gli impatti sul piano industriale, economico, occupazionale e, ovviamente, ambientale.
SERRED infine è la “voce” europea del settore anche fuori dall’Europa. Nel 1975, infatti, gli imballaggi ricondizionati non erano ancora presenti nell’Orange Book delle Nazioni Unite, ovvero la raccolta di Raccomandazioni sul trasporto di merci pericolose. Allora, come del resto oggi, era pressoché impossibile per le singole imprese interloquire con il Comitato di esperti delle Nazioni Unite sul trasporto di merci pericolose. È dalla presa di coscienza rispetto a questo gap che è nato il bisogno di creare un’organizzazione europea che potesse portare a quei tavoli le istanze delle imprese europee che lavoravano nel settore della rigenerazione degli imballaggi industriali. È così che, nel 1978, il Comitato di esperti delle Nazioni Unite sul trasporto di merci pericolose ha concesso a SERRED lo status di osservatore e quindi l’opportunità di partecipare alle attività dell’organizzazione e alle riunioni sulle questioni relative all’imballaggio. Oggi questo status è stato trasferito a ICCR (International Confederation of Container Reconditioners), ovvero l’associazione mondiale dei ricondizionatori composta dalle associazioni che li rappresentano in Europa, Giappone e Nord America, che continua a rappresentare l’industria mondiale del ricondizionamento nell’ambito delle Nazioni Unite.